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Alga Marimo

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MARIMO (cladophora):

L'alga portafortuna giapponese :

Il nome “Marimo” viene dal giapponese  Mari-Mo (毬藻), il cui significato è la composizione delle parole “Mari”, che potremmo tradurre come “pallina” e “Mo”: “pianta acquatica”.  Tale nome sarebbe stato conferitogli dal botanico giapponese Takiya Kawakami nel 1898.

La Leggenda del Marimo

Gli Ainu erano stanziati sulle sponde del lago Akane, circondato da montagne vulcaniche, praterie e boschi abitati da spiriti.

La principessa Senato, dall’alta statura e con dei lunghissimi capelli neri, era considerata la gemma della tribù. Ma era anche una ragazza molto attiva, cui piaceva darsi da fare per contribuire al benessere della sua gente.

L’incontro

Un giorno, Senato si allontanò dal villaggio assieme a un piccolo gruppo di donne per andare a pescare salmoni sul fiume. Mentre stavano pescando, all’improvviso un gruppo di cervi al galoppo si gettò in acqua rovesciando le ceste di pesci e bagnando le donne; stavano sfuggendo da un gruppo di cacciatori a cavallo che li rincorrevano. Gli uomini avevano barbe muschiate e capelli lunghi e scuri, erano vestiti con pelli d’alce ed armati di archi. Scoccarono un nugolo frecce e sei cervi caddero trafitti.

Senato alzò gli occhi dal suo cesto di pesce roveciato verso i cacciatori dagli sguardi gongolanti, ed i suoi occhi si incrociano con quelli dolci e cupi dell’unico che non sembrava compiaciuto: Manibe. La principessa colse una scintilla nei suoi occhi quando si accorse che la ragazza lo stava guardando, prima di distogliere frettolosamente lo sguardo.

Nel frattempo gli altri uomini erano saltati giù dai loro cavalli per per recuperare i cervi, mentre Senato e le altre donne si davano da fare per recuperare i pesci rimasti. Senato si stava allungando per raccogliere un salmone caduto, Manibe si avvicinò a lei e le toccò gentilmente la spalla. La ragazza si alzò di scatto spaventata, mentre lui guardava verso le proprie mani con fare imbarazzato: il ragazzo aveva raccolto e infagottato alcuni pesci dalle rive del fiume, mentre gli altri uomini si occupavano dei cervi. La ragazza guardò il fagotto di pesci e sorrise, poi guardò i suoi occhi penetranti e sorrise di nuovo arrossendo.

Un fischio acuto squarciò l’aria e Manibe tornò al suo cavallo di corsa, pronto a riportare le prede al villaggio assieme agli altri uomini. Senato continuava a guardare in direzione di Manibe, che diede un’ultima occhiata in direzione della figlia del capo. I loro sguardi si incontrano per un’ultima volta, e fu da quel momento che nessuno dei due avrebbe potuto negare la gioia scaturita da quel breve incontro e da quel piccolo gesto.

L’amore segreto

Passarono alcuni mesi, durante i quali i due giovani si incontrarono ancora, scambiandosi piccoli regali. La principessa Senato regalò a Manibe dei guanti nuovi, delle toppe ricamate e lacci in pelle, mentre il giovane le regalò elaborate composizioni floreali, un piccolo pugnale d’osso e un ciondolo fatto di ciottoli di pietra rotondi.

Tutti questi doni venivano scambiati e custoditi di nascosto, i due giovani mantennero la loro storia segreta perché Manibe non era che un semplice cacciatore, mentre Senato era la figlia del capo. Tutta questa segretezza però, provocava nella ragazza un grande dolore per il dover mentire alla tribù, tanto che chiese a Manibe di affrontare suo padre.

La confessione

I due si recarono quindi insieme dal capo tribù, per raccontargli del loro amore reciproco. La principessa scoppiò a piangere mentre non riuscia a incrociare minimamente lo sguardo severo del padre, che non diede la sua benedizione affinché i due potessero stare assieme. Senato venne scortata nella sua stanza, mentre a Manibe venne detto severamente dal Capo e dai suoi consiglieri di lasciar stare Senato.

La fuga

I due giovani si incontrarono in segreto due giorni dopo e decisero che, se la tribù non li avesse accettati, se ne sarebbero andati. Scapparono assieme nei boschi desolati lungo il lago sotto al monte Meakan e qui la fine della storia differisce a seconda dei racconti.

C’è chi dice che i due scappando caddero nel lago, chi sostiene che decisero di togliersi la vita gettandosi dentro e chi sostiene che rimasero a vivere da soli sulle sponde del lago, creandosi una nuova vita…

Decenni dopo la fuga degli innamorati nei mistici boschi oscuri, delle misteriose alghe a forma di palla apparvero nel lago. Tra gli Ainu si diffuse la voce che col tempo gli spiriti di Senato e Manibe si siano trasformati nelle alghe palla Marimo per vivere per sempre assieme. Da allora, con il suo intreccio di amore, fortuna, coraggio e prosperità, l’incantevole storia d’amore di Senato e Manibe continuerà a durare nel tempo, grazie alla leggenda del Marimo.

(informazioni tratte dal sito specifico algamarimo.it)

Cura del Marimo

Le operazioni di pulizia dell’alga palla sono davvero semplici e veloci.
È sufficiente cambiare l’acqua circa ogni due settimane utilizzando l’acqua del rubinetto fresca, (è consigliabile lasciarla riposare per qualche giorno per eliminare il cloro).
Per pulire l’alga ed eliminare le eventuali foglie morte, passatela sotto l’acqua corrente e strizzatela per eliminare l’acqua in eccesso ed eventuali impurità.
Infine modellate il marimo con le mani, per ridargli la sua naturale forma sferica.
Cercate di tenere l’alga palla fuori dall’acqua soltanto durante le operazioni di pulizia. Se per qualche motivo non è possibile non preoccupatevi.
L’alga palla può resistere fuori dall’acqua per 24 ore, mentre se chiusa in un sacchetto di plastica trasparente può sopravvivere per circa 20 giorni.

Se il marimo diventa marrone non c’è niente di cui preoccuparsi.  Si tratta di un primo segnale di malessere dell’alga, che può essere però immediatamente risolto con dei piccoli accorgimenti.
Basta infatti effettuare il solito cambio d’acqua e spostare il contenitore in un altro luogo, magari più luminoso.
Dal punto di vista estetico, invece, le parti marroni possono essere eliminate semplicemente lavando e strizzando con cura l’alga palla.
Anche se il marimo dovesse dividersi in due parti oppure aprirsi, non c’è alcun motivo di alarmarsi.
In questo caso dovrai svolgere un’operazione un po’ più complicata, ma necessaria per riportare l’alga palla alla sua forma originaria. Quello che devii fare è procurarti ago e filo (preferibilmente di nylon) e ricucire insieme le due parti. Fatto ciò sarà necessario riappallottolare l’alga con le mani e presto ritornerà come nuova.
Non bisogna preoccuparsi neanche nel caso il cui il marimo non dovesse muoversi all’interno dell’acquario, in quanto soprattutto quelli più grandi possono fare fatica a sollevarsi.
Alcune persone versano nel barattolo dell’alga palla dell’acqua gassata per farli salire in superfice.   Questo trucchetto funziona davvero, ma è bene non esagerare, perchè è come se si stesse “dopando” il marimo con un’alta dose di anidride carbonica

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